Una teologia per immagini

Una teologia per immagini

La cupola del Santuario, una superficie di oltre 6.000 metri quadrati, è decorata con l’affresco a tema unico più esteso al mondo: l’affresco, attraverso il tipico modello della “teologia per immagini” rappresenta alcuni momenti della vita di Maria e la sua gloriosa assunzione in cielo.

Francesco Gallo decise di lasciare perfettamente liscia la superficie interna della cupola (in termini tecnici definita “intradosso”), volendo offrire alla decorazione pittorica uno spazio ampio e continuo. La scelta è piuttosto inusuale, perché questa particolarità demanda al pittore il compito di immaginare una decorazione “architettonica” entro la quale collocare la parte figurativa dell’affresco.

Il primo tentativo, ad opera di Pietro Antonio Pozzo, fu ritenuto del tutto inadeguato e, di conseguenza, completamente cancellato. Nel 1741 venne chiamato a lavorare alla grande superficie affrescata il celebre architetto e scenografo Giuseppe Galli da Bibiena, a cui sono da attribuire alcuni elementi ad effetto prospettico ancora oggi visibili: tuttavia anche questo tentativo non riuscì a soddisfare le aspettative. Furono Mattia Bortoloni da Rovigo e il milanese Felice Biella a completare, fra il 1746 e il 1748, l’affresco: ne risultò un insieme “leggero” e luminoso, evidentemente ispirato alla pittura del veneto Giambattista Tiepolo.

buy the ticketacquista il biglietto

Vivi un'esperienza unica nel cuore dell'opera d'arte!