La storia dell'edificio

La storia dell'edificio

La vicenda umana e religiosa che portò alla costruzione del Santuario, ha origine verso la fine del Quattrocento quando il proprietario di una fornace di Vicoforte fece innalzare un pilone votivo tra i boschi percorsi dal torrente Ermena. Un secolo dopo, il pilone campestre, ormai nascosto dai rovi, venne involontariamente colpito da un cacciatore: lo sparo provocò la scrostatura dell’immagine della Madonna col Bambino e dal dipinto parvero sgorgare gocce di sangue. Il fatto, ritenuto miracoloso, diede vita ad un’intensa devozione che fu accompagnata, nel 1595, dalla costruzione di una prima piccola cappella intorno al pilone. In seguito all’immediato afflusso sempre più consistente di pellegrini e grazie al sostegno economico del Duca Carlo Emanuele I, il Vescovo di Mondovì si fece promotore della costruzione di “un grande tempio” della fede cattolica, per il quale furono interpellati i più grandi architetti dell’epoca.

Il progetto definitivo fu affidato ad Ascanio Vitozzi, architetto orvietano attivo alla corte sabauda, impegnato in quegli anni ad imprimere a Torino l’aspetto di “città capitale”. Per il Santuario, Vitozzi propose un’architettura grandiosa e monumentale, ispirata ai più importanti edifici romani dell’epoca, che riprendeva pienamente i tratti del gusto manierista in voga fra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. Vitozzi morì nel 1615, quando la costruzione era giunta all’altezza del cornicione sul quale avrebbe dovuto appoggiarsi il cosiddetto “tamburo”, la parte architettonica alla base della cupola. Con la morte del Duca Carlo Emanuele I, nel 1630, venne meno anche il sostegno politico ed economico che era stato determinante per l’avvio dell’opera: il cantiere del Santuario si fermò per quasi un secolo.

La costruzione riprese ad opera dell'architetto monregalese Francesco Gallo che, tra il 1701 e il 1733, corresse alcuni difetti strutturali della parte già edificata da Vitozzi, progettò e realizzò il tamburo e poi la grande cupola ellittica che sovrasta l'edificio. L’impalcatura in legno, utilizzata durante il cantiere della cupola, fu smontata, non senza qualche apprensione, il 20 maggio 1732. Negli anni successivi Gallo continuò il lavoro al Santuario per il completamento degli spazi interni. Le opere successive, realizzate nell’Ottocento, riguardarono la sistemazione delle facciate e dei campanili: di volta in volta gli interventi rispecchiavano il gusto e gli stili architettonici del momento. Negli anni '80 dell'800 vennero completati i quattro campanili che, originariamente, terminavano con elaborate cuspidi di ispirazione barocca: le cuspidi vennero poi demolite nel 1906 per motivi di sicurezza. All’incirca negli stessi anni il tetto a due falde, progettato da Francesco Gallo a copertura della cupola, venne sostituito con l’attuale calotta in rame. Nel 1880, con Regio Decreto, il Santuario di Vicoforte acquisì il riconoscimento di “monumento nazionale”.

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